PARQUET CON RISCALDAMENTO A PAVIMENTO
| Considerazioni |
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- Si escludano essenze "instabili" come faggio, olivo e si prediligano
invece quelle più "stabili" come rovere, merbau, doussiè,
iroko, teak e jatoba;
- Se si vuole posare un parquet "grezzo" (tradizionale), questo non deve superare i 10mm
di spessore; nessun problema invece se il parquet è prefinito. Questo perchè
la struttura multistrato di un prefinito meglio compensa con movimenti orizzontali
le variazioni di temperatura, il parquet grezzo tende invece ad avere "torsioni"
meno prevedibili e comunque più accentuate;
- I prefiniti i migliori sono a supporto in betulla e abete, meno i supportati
in pioppo (si consiglia il loro utilizzo limitatamente a impianti di riscaldamento
"nuovi" a temperatura controllata e con distribuzione uniforme delle
serpentine); sconsigliati invece i supportati in MDF e HDF che come i laminati
(supportati con lo steso materiale) hanno dilatazioni maggiori al variare della
temperatura;
- Se si ha un impianto di vecchia concezione (con serpentine concentrate in punti
molto distanti nelle stanze e non a temperatura controllata) i suggerimenti
di cui sopra diventano obbligatori.
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| Tipo di posa: pro e contro |
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- Posa incollata: lascia passare meglio di quella "flottante" il calore che
si trasmette per "contatto" attraverso la colla, la resa termica è
quindi sicuramente migliore di una posa "flottante" a meno di usare
per quest'ultima tappetini speciali ad alta "trasmittanza termica".
Se si decide di utilizzare la posa incollata consigliamo di utilizzare una colla
Eco-compatibile dato che essa si troverà direttamente a contatto con i
caloriferi e sarebbe bene essere sicuri che non vengano rilasciate sostanze nocive
(formaldeide); questo vale soprattutto per impianti di vecchia concezione dove
le temperature sono ben più alte di quelle utilizzate per impianti moderni;
- Per una buona resa su pavimento riscaldato di una posa flottante è importante
che venga utilizzato un tappetino ad alta "trasmittanza termica" e si
escludano invece tappetini che blocchino il calore (primi tra tutti quelli in
sughero). Il vantaggio di una posa flottante è che si riduce al minimo
il pericolo di emissione di sostanze nocive dato che non vengono utilizzate colle
che siano a contatto con l'impianto di riscaldamento;
- Si precisa che tutte le colle commercializzate in Unione Europea devono essere "a
norma" per il rilascio di formaldeide, in commercio ne esistono con standard
più o meno rigidi (fino alle colle Ecocompatibili usate in Bioedilizia)
ma ciò non toglie che spesso ne vengano utilizzate anche di "non certificate".
In caso si decida per una posa incollata su pavimento riscaldato si consiglia
pertanto di controllare per bene queste caratteristiche;
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| La fessurazione delle tavole |
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Il legno è un materiale "vivo" e come tale risente delle variazioni
di temperatura e umidità degli ambienti in cui viene posato. Questo significa
che è perfettamente normale che vi siano movimenti orizzontali delle tavole
e che si creino lievi microfessurazioni (pochi decimi di mm) nei periodi in cui
è più caldo, fessurazioni che andranno poi a scomparire nei periodi
in cui è più freddo e umido. Nella posa di un parquet tutto è
eseguito, dal posatore competente, per permettere che queste "dilatazioni"
e "restringimenti" possano avvenire in modo naturale; è per questo
che nella posa vengono usate delle colle "elastiche" (bicomponenti)
ed è per questo che è obbligatorio lasciare una certa distanza dal
muro quando si posa il parquet, proprio per permettere al legno di avere questi
movimenti. Per mascherare queste micro fessure può essere utile utilizzare
dei parquet "bisellati" che si trovano soprattutto disponibili nei formati
più grandi (da 1 mt di lunghezza in su), dato che è proprio per le
tavole di grandi dimensioni che queste microfessure possono risultare più
accentuate. Anche questo suggerimento è da tenere in considerazione soprattutto
se la posa avviene su un impianto di vecchia concezione.
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