GUIDA ALLA SCELTA DEL PARQUET
1. Una prima distinzione
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Se siete intenzionati a mettere il parquet nella vostra casa e vi state guardando intorno per vedere cosa offre il mercato
è utile conoscere prima di tutto i 4 tipi di “parquet” che sono in giro:
Parquet tradizionale (o massello): è formato integralmente da legno, nel 99% dei casi sul mercato si trova “grezzo” ossia da levigare e lucidare, è il parquet “classico” di una volta.
In giro si trova soprattutto il “lamparquet” (la misura classica è in spessore 10x60x300mm) che partono al pubblico dai 20 €/mq circa per le essenze più economiche. Il prezzo del parquet tradizionale dipende essenzialmente da quattro fattori:
Parquet prefinito: e' il parquet più diffuso al momento, è formato da uno strato di legno nobile ed un supporto in genere in legno “povero”. Nel 99% dei casi “prelevigato” e “verniciato” quindi non è necessario far altro che posarlo (tranne si vogliano fare trattamenti particolari di “ceratura” o altro. A differenza del tradizionale “prelevigato e verniciato” questo tipo di parquet è ottimo per le sue doti di stabilità, le variazioni di temperatura ed umidità che provocano movimenti nelle fibre naturali del legno vengono difatti assorbite dai 2 strati (legno nobile + supporto) o 3 strati (legno nobile + supporto + legno nobile) da cui è compostoli parquet. Naturalmente il 3 strati è più stabile del 2 strati e per questo anche molto più costoso.
Sul mercato si trova essenzialmente parquet “prefinito” che parte da 10 mm ad un prezzo al pubblico sui 35-60 €/mq. Il prezzo del parquet prefinito dipende essenzialmente da quattro fattori:
Un parquet tradizionale particolare: Il parquet Industriale Un tipo particolare di parquet è quello chiamato "industriale": si tratta di un pavimento estremamente robusto adatto ad ambienti soggetti a traffico intenso ma ora molto usato anche per abitazioni dato il suo particolare aspetto estetico. Questi parquets sono formati da tanti listelli di piccole dimensioni assemblati fra loro e compattati in blocchetti a forma di parallelepipedo che diventano veri e propri moduli per l’esecuzione della pavimentazione. Con la disposizione di questi moduli ed anche con l’inserimento nelle fughe di un listellino in legno di diverso colore si possono creare giochi estetici molto piacevoli che danno un tocco di originalità alla pavimentazione. Al momento si stanno diffondendo soprattutto grazie agli studi di architettura che cercano sempre più originalità nelle soluzioni d’arredo. Può essere abbinato perfettamente sia allo stile old-country che ultra-moderno (parquet wengè scuro ed elementi d’arredo cromati). |
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2. La scelta dell’essenza
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La scelta di una specie legnosa è dettata dal gusto personale, ma occorre considerare la funzione del locale in cui
si posa il parquet. Nel bagno o in cucina, dove vi è molta umidità il parquet non può andare posato flottante ma solo
incollato. Legni adatti sono il Merbau, il doussiè africa, il rovere , il Teak e l'iroko, usati anche per i bordi delle
piscine e per i mobili da giardino, perché sono dei legni che non si modificano per il caldo o l'umidità.
In cucina si può anche utilizzare un legno più duro, come il Padouk. In piccoli ambienti è preferibile usare formati
piccoli perché la superficie calpestabile è ridotta e il disegno non si vede. In ogni caso è importante la verniciatura
del parquet, se la vernice è fatta a regola d’arte e chiude tutti i pori del legno può utilizzarsi qualsiasi essenza
per qualsiasi ambiente. Solitamente, poi, non si cambia il tipo di posa e la specie legnosa tra la zona giorno e la zona notte. Le varietà Il parquet offre un'infinita varietà di toni, che vanno dal chiarissimo acero d'ispirazione nordica allo scuro wengè o merbau, decisamente di tendenza. Le varianti cromatiche vengono poi ampliate dal gioco delle venature, molto evidente per esempio nell'olivo. Al momento della scelta, oltre a variabili soggettive come il colore, il formato e il disegno di posa, è bene valutare anche caratteristiche tecniche come la stabilità e la durezza, nelle quali eccellono rovere, iroko, cabreuva, doussiè, merbau, teak e afrormosia. Alcuni consigli
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| 3. Tradizionale o Prefinito | Tra un parquet tradizionale e uno prefinito il risultato estetico è pressoché lo stesso e la differenza non
è visibile. Ci sono, tuttavia, alcuni diverse modalità di posa che fanno scegliere un tipo piuttosto che un altro in
base alle necessità e ai tempi a disposizione. Gli elementi prefiniti, per esempio, sono da preferire quando l'urgenza non consente il rispetto di tempi lunghi, oppure quando, in una casa ristrutturata, viene messo in opera su un pavimento preesistente. Se non si vogliono segare troppo le porte meglio utilizzare degli spessori da 10mm (si trovano anche nei prefinti di ultima generazione). Il pavimento in legno massiccio richiede tempi più lunghi per posa e finitura: fino a 45 giorni in base al tipo di posa. Le essenze più richieste sono quelle tropicali (iroko, lapacho, teak, doussiè, ipè, padouk, wengè) perché si trovano in un'ampia scelta di colori e tonalità con molteplici possibilità di abbinamento. Inoltre possiedono mediamente un maggiore grado di durezza di quelle europee (acero, noce, frassino, robinia, larice, rovere, ulivo). Il prefinito è senz'altro preferibile quando si vuole rifare il pavimento senza spostarsi da casa, evitando il disagio di un cantiere e il trasloco dei mobili: veloce e facile da posare, è calpestabile dopo un giorno dall'incollaggio dato che si evitano lamatura e verniciatura in opera. Rispetto al parquet massiccio, questo tipo di parquet è più costoso a causa della tecnologia con la quale viene realizzato. Permette però l'utilizzo di formati più grandi e si può impiegare senza problemi anche in bagno e in cucina. |
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| 4. Flottante o Incollato | La posa flottante è un particolare metodo di posa del parquet che permette un eventuale riutilizzo dei
listelli in altri ambienti, in quanto non prevede l'utilizzo di colla per il fissaggio. I listelli di parquet vengono infatti
incastrati con una combinazione classica di 'maschio-femmina' di cui tantissime sono le variazione ed i brevetti con
cui le diverse case produttrici chiamano il tipo di incastro. Lo strato di parquet va comunque isolato dalla base del pavimento
oltre che con un tappetino (in genere 2mm) anche con un foglio di nylon e una guaina bituminosa, oppure con una lastra di
polietilene espanso a cellule chiuse. Questi rivestimenti aiutano a limitare la risalita di umidità, attenuano i rumori dei calpestii, e minimizzano i difetti di posa. Tra i vantaggi di questa montatura, oltre alla possibilità di recuperare i listelli di legno per un futuro pavimento in un altro locale si apprezza la velocità di montaggio che non soffre delle lunghe settimane di attesa per l'asciugatura della colla. Il flottante viene applicato solo ai parquet prefinti, per il tradizionale,tranne che lo si lasci “a vista” (senza verniciatura) è impossibile una posa flottante. La posa con colla è indicata soprattutto per il parquet classico in legno massello o i prefinti da 10mm. Su una base ben asciutta e livellata si passa uno strato di colla dove poi si appoggeranno i listelli. Per incastrare al meglio i listoni si batte con un martello appoggiando un pezzo di legno sui listelli da fissare. Questa operazione è estremamente delicata perchè ogni calpestio del pavimento non ancor asciutta può rovinare il perfetto livellamento del legno. La colla può essere di base poliuretanica o di base d'acqua. Questo tipo di posa assicura un effetto compatto del pavimento, senza lasciare fessure. Tra gli svantaggi risulta essere sensibile all'umidità.La posa chiodata viene effettuata per i parquet tradizionali spessi 22mm |
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| 5. Il battiscopa | Esistono in commercio svariati tipi di battiscopa adatti ad ogni ambiente.Una prima distinzione si può fare sul materiale in cui sono fatti. I più utilizzati sono quelli in legno, in special modo ramino, tinto in varie tonalità che di solito vanno abbinate al colore degli infissi (porte e/o finestre). Per ambienti più "rustici" quali tavernette, mansarde, case di montagna ecc. si utilizza il pino, lucidato naturale, miele o noce.Per "riprendere" essenze più pregiate evitando di optare per aste in massello (che tra l'altro dubito si trovino correntemente in commercio) esiste il battiscopa impiallacciato. Da diverso tempo si usa per i battiscopa laccati (non sempre) il medium density (MDF). Questo materiale, costituito da un impasto di scarti di legno, ma molto più compatto del truciolare, presenta una notevole resistenza e una superficie molto liscia adatta perciò ad essere laccata. Prodotti con lo stesso materiale, si possono trovare battiscopa rivestiti in pvc. Alcune case producono dei materiali esteticamente molto simili al legno, ma di questo non si tratta e sono più prodotti più confacenti a locali pubblici affollati dove la robustezza e la lavabilità sormontano l'estetica anche se, indubbiamente, il basso prezzo attira. Ci sono anche battiscopa in puro pvc e addirittura adesivi, ma si scarsa qualità. Altra distinzione si fa in base alla forma. La principale è tra battiscopa liscio o con piedino. Oltre all'estetica, il piedino è utile a coprire eventuali imperfezioni nel rivestimento. I due tipi si dividono a loro volta per spessori e altezze diverse soprattutto per ragioni di gusto estetico. Solitamente si trovano in commercio battiscopa non più spessi di 14 mm e non più alti di 10 cm. Può capitare di gradire un battiscopa più alto o più spesso, a volte può risultare addirittura necessario (per coprire ad esempio evidenti imperfezioni nel rivestimento). | ||||||||||||||||
| 6. Come e dove acquistare il parquet | Se avete deciso di mettere il parquet nella vostra abitazione non vi rimane cercare quello che, a pari caratteristiche,
costi meno. Il nostro consiglio è quello di leggere attentamente la prima parte di questa guida per conoscere quali sono
le caratteristiche che influenzano il prezzo, troppo spesso ci si accorge solo dopo che si è acquistato un “impellicciato”
invece che un prefinto. Sul mercato i punti vendita come le offerte sono veramente tante, quasi infinite, muoversi in
questa giungla non è semplice ma neanche impossibile, ecco i passi che ci sentiamo di consigliarvi: recatevi in un grande
centro distribuzione specializzato in materiali per edilizia e giardinaggio (in genere li trovate nei centri commerciali
poco fuori dal centro cittadino) e cominciate a scegliere l’essenza che vi piace. E’ importante che annotiate le seguenti
caratteristiche (non tutte sono messe in evidenza):
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7. L’acquisto e la posa
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Nell’acquisto, calcolare un 10% circa di materiale in più, per compensare lo sfrido (il materiale di scarto),
maggiore dovrà essere in catodi ambienti molto articolati e piccoli, minore per stanze regolari di grandi dimensioni.
Lasciare il materiale (senza toglierlo dalle confezioni) per almeno 24 ore ad ‘ambientarsi’ nel locale in cui andrà
posato. Accertarsi che il supporto, oltre che piano e pulito, sia anche realmente asciutto (soprattutto se il
sottofondo è in argilla espansa può sembrare asciutto ma in realtà non esserlo). Il telo di polietilene isolante può
essere vantaggiosamente sostituito dal sughero: si spenderà qualcosa di più ma si avranno prestazioni decisamente
superiori in fatto di isolamento termico e acustico. Nel posare il parquet è meglio lasciare uno spazio di 7/8
millimetri tra il parquet e le pareti per prevenire le eventuali dilatazioni del legno. Sarà il battiscopa
a nascondere la fessura. Il sottofondo di posa deve essere completamente asciutto per non compromettere l'azione
degli adesivi e non alterare le dimensioni dei listelli. Per l'incollaggio su fondi non assorbenti è meglio utilizzare
colle bicomponenti, che non cedono umidità al legno. Evitare di incollare il parquet quando la temperatura ambiente
supera i 20 gradi. La posa del parquet va iniziata dalla parete più diritta. Su quella opposta si procede agli eventuali
aggiustamenti. Nella posa a correre, i listelli vanno messi perpendicolarmente alla parete illuminata per ridurre la
vista dei giunti. La posa del parquet può essere effettuata in vari modi: galleggiante o flottante, incollata, a
tolda di nave, a mosaico, con finitura a fascia e bindello, a cassero regolare e a spina di pesce. I tipi di posa
Cosa occorre per una corretta posa Questi sono gli elementi essenziali per una posa "fai da te" del parquet prefinito: - Elementi prefiniti del parquet - Isolante acustico in fogli (polietilene o sughero) - Colla vinilica - Un martello - Alcuni cunei di legno. |
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8. I trattamenti e le finiture dopo la posa
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Finitura del parquet prefinito I parquet prefiniti non necessitano di ulteriori finiture.La finitura a cera è consigliabile per l'aspetto naturale e perché lascia respirare il legno, ma va ripetuta periodicamente ed è molto delicata. La verniciatura con prodotti poliuretanici impermeabilizza il legno e semplifica la manutenzione. Si possono usare anche vernici all'acqua, satinate o lucide. Finitura del parquet tradizionale Per i parquet tradizionali, dopo l’assestamento definitivo del pavimento, si passa a diverse operazioni successive che riguardano tutte le finiture. I tempi di assestamento variano a seconda delle condizioni ambientali, dei metodi di posa adottati e delle colle usate.La levigatura: avviene con il supporto di macchine smerigliatrici a carta abrasiva e si sviluppa in tre fasi successive. Dalla sgranatura si passa alla levigatura a grana media per arrivare infine alla carteggiatura (a grana finissima). Dopodichè si dovrà procedere alla stuccatura del parquet, prima di passare alle fasi successive. La sigillatura è l’operazione di chiusura dei pori, ed è consigliata per tutti i tipi di parquet, in quanto completa la finitura e facilita poi il lavoro di manutenzione. I fondi usati rinforzano le fibre del parquet e lo proteggono dal contatto con l’acqua e con altri liquidi. Dopo la sigillatura è necessaria una finitura superficiale a cera o vernice. La verniciatura e' il tipo di finitura più frequente. Si esegue a pennello o a rullo, con l’avvertenza di usare sempre materiali e strumenti di qualità, adatti all’uso. L’inceratura si può fare a caldo o a freddo. Ad ogni buon conto, la finitura a cera del pavimento, peraltro gradevolissima, richiede periodiche lucidature. In genere vengono date tre mani di vernice e, per ogni mano, prima del passaggio successivo, bisogna aspettare che la vernice sia indurita. Fra i vari tipi di vernice, quella poliuretanica offre la maggiore resistenza all’abrasione, ma oggi sono sempre più usate le vernici "all’acqua" o "ecologiche". Queste sono prive dei solventi tradizionali, non lasciano odori negli ambienti e tutelano meglio la salute degli artigiani applicatori. |
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9. La manutenzione del parquet
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La manutenzione di un pavimento in legno, trattato con tre mani di vernice trasparente, è molto facile. Infatti,
per pulire, è sufficiente passare leggermente uno straccio appena inumidito su tutta la superficie.
Questo lavoro può essere alternato al passaggio di una normale macchina lucidatrice che non ha bisogno di alcun prodotto
di lucidatura. Nei pavimenti di legno ciò che nel tempo deperisce o subisce usura, è la pellicola di vernice trasparente. Nei punti di più intenso calpestio, il pavimento comincia a daresegni di usura dopo 6-8 anni. A questo punto deve intervenire il parchettista. Se la vernice è ancora in uno stato accettabile, egli si limiterà a carteggiare tutto il pavimento per togliere la patina superficiale logorata per poi stendere una nuova mano (o due) di vernice. Nel caso invece che l’usura sia molto accentuata, è necessario rilevigare adeguatamente tutto il parquet e poi dare tutte le mani di vernice necessarie. Questa stessa operazione è necessaria per trasformare un parquet trattato a cera in un parquet con vernice trasparente. Con una rilevigatura integrale viene asportato uno spessore minimo di legno di appena 0,2-0,3 millimetri. Il parquet può, quindi, sopportare nel tempo moltissime operazioni di questo genere, senza perdere nessuna delle sue qualità. E ogni volta tornerà come nuovo, come se fosse stato messo in opera da pochi giorni. Facile è pure la manutenzione dei pavimenti con finitura a cera. Anche in questo caso sono necessarie periodiche lucidature stendendo una nuova mano di cera quando se ne avverte la necessità. Un pavimento di legno è indistruttibile e resiste una vita intera, arredando la casa per generazioni. Il parquet è resistente all'usura, ma deve essere tenuto pulito in considerazione della finitura usata: verniciatura o inceratura. Se è verniciato va trattato con prodotti protettivi a base di resine in dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili: ogni 6 mesi se il pavimento è poco usato, ogni mese nelle zone di maggior calpestio come soggiorni. La vernice poliuretanica ha maggiore resistenza all'abrasione. Se la finitura è a cera vanno effettuati degli interventi di lucidatura con cere liquide, settimanali o mensili. Ogni giorno vanno effettuate le solite pulizie con aspirapolvere o con panni inumiditi in acqua (non calda) e detersivo non schiumoso. In situazioni straordinarie si effettuano la rilamatura che è una rilevigatura integrale che si effettua dopo 10-15 anni. Il parquet in legno massiccio sopporta l'intervento 7-8 volte, quello prefinito 2-3 volte. La stuccatura si esegue con resine e polvere di legno e serve per porre un rimedio alle varie fessurazioni che si sono prodotte col tempo. La carteggiatura si rende sempre necessaria. La riverniciatura e' l'ultima operazione e a volte basta solo questa nei casi di piccoli graffi che non intaccano direttamente il legno. La manutenzione ordinaria del parquet Pavimenti verniciatiPer mantenere in buono stato il pavimento di legno si consiglia: - prevedere all'ingresso dell'abitazione uno zerbino mantenuto pulito, perallontanare dalle suole delle scarpe polvere e particelle abrasive; - ordinariamente rimuovere la polvere con scopa a frange (mop) o passarel'aspirapolvere; - abitualmente pulire il pavimento con panno inumidito con acqua e detersivoper pavimenti neutro e non schiumoso; - trattare il pavimento periodicamente con prodotti protettivi a base di resinein dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili. Per la periodicità vederela tabella sottoriportata. Pavimenti cerati Come per i pavimenti verniciati è indispensabile procedere con la spolveratura e la pulizia con il panno inumidito (vedi sopra). E' poi necessario allontanare striscioni neri dei tacchi delle scarpe e macchie con l'apposito solvente per cera. Lucidare periodicamente e se necessario passare uno stratomolto sottile di cera liquida prima di rilucidare. Tabella indicativa operazioni di manutenzione
La manutenzione straordinaria Il pavimento in legno è resistente all'usura, ma deve essere tenuto pulito in considerazione della finitura usata: verniciatura o inceratura. Se è verniciato va trattato con prodotti protettivi a base di resine in dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili: ogni 6 mesi se il pavimento è poco usato, ogni mese nelle zone di maggior calpestio come soggiorni. La vernice poliuretanica ha maggiore resistenza all'abrasione.In situazioni straordinarie si effettuano la rilamatura che è una rilevigatura integrale che si effettua dopo 10-15 anni. Il parquet in legno massiccio sopporta l'intervento 7-8 volte, quello prefinito 2-3 volte. La stuccatura si esegue con resine e polvere di legno e serve per porre un rimedio alle varie fessurazioni che si sono prodotte col tempo. La carteggiatura si rende sempre necessaria. La riverniciatura e' l'ultima operazione e a volte basta solo questa nei casi di piccoli graffi che non intaccano direttamente il legno. |
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