GUIDA ALLA SCELTA DEL PARQUET

1. Una prima distinzione
  • Parquet tradizionale (o massello)
  • Parquet prefinito
  • Parquet impellicciato o stratificato
  • Parquet Laminato
  • Un parquet tradizionale particolare: Il parquet Industriale
Se siete intenzionati a mettere il parquet nella vostra casa e vi state guardando intorno per vedere cosa offre il mercato è utile conoscere prima di tutto i 4 tipi di “parquet” che sono in giro:

Parquet tradizionale (o massello): è formato integralmente da legno, nel 99% dei casi sul mercato si trova “grezzo” ossia da levigare e lucidare, è il parquet “classico” di una volta.

Vantaggi Svantaggi
Durare più a lungo, il parquet tradizionale si può levigare più volte e tornare nuovo ma dipende dallo strato di legno a disposizione, la levigatura è consigliata in media ogni 10 anni e toglie circa 1 mm di spessore; Un maggior tempo necessario per posarlo/levigarlo/lucidarlo;
Isolare maggiormente: il legno è un isolante pertanto maggiore è lo strato di legno più aumenta questa sua proprietà; Maggiori costi per questo tipo di lavori (si parte dai 25 €/mq);
E’sconsigliato se si ha il  riscaldamento a pavimento

In giro si trova soprattutto il “lamparquet” (la misura classica è in spessore 10x60x300mm) che partono al pubblico dai 20 €/mq circa per le essenze più economiche. Il prezzo del parquet tradizionale dipende essenzialmente da quattro fattori:
  1. Essenza (es. il noce e olivo sono più cari dell’acero);
  2. Spessore del listello (in genere si và dai 10mm fino ai 22mm);
  3. Scelta, importante sapere che la scelta non riguarda la qualità del materiale ma solo il disegno del legno, la scelta più costosa è il “rigatino” contraddistinto da venature del legno quasi parallele tra loro, questo tipo di scelta è peraltro abbastanza rara e viene generalmente venduta solo su richiesta. A seguire c’è la “prima scelta”, la “seconda scelta” e il “nodino”, la differenza è il numero di nodi presenti per mq e il fatto che le striature siano più o meno parallele); per vedere delle immagini sui diversi tipi di scelta potete andare alla pagina di dettaglio delle scelte del parquet
  4. Lunghezza del listello (si va dai 220mm fino ai maxi listoni di oltre 2000mm)
Il parquet tradizionale si può trovare anche prelevigato e preverniciato, sono generalmente parquet di provenienza estera, gli svantaggi sono che se il trattamento non è fatto “alla perfezione” in seguito si possono avere dei problemi di stabilità in quanto il legno tende sempre ad adattarsi all’ambiente in cui viene posato, in Italia si preferisce pertanto posare il legno, farlo adattare e solo dopo levigarlo e verniciarlo. Un particolare tipo di parquet tradizionale è quello “industriale” in cui i listelli vengono posati  verticalmente, usato sino ad oggi per ambienti a frequente calpestio (palestre e negozi) per la sua eccezionale resistenza la sua bellezza particolare è stata oggi riscoperta soprattutto dagli studi di architettura che vogliono qualcosa di “particolare” e “insolito”, per delle immagini sull’industriale potete andare alla pagina riservata agli industriali.

Parquet prefinito: e' il parquet più diffuso al momento, è formato da uno strato di legno nobile ed un supporto in genere in legno “povero”. Nel 99% dei casi “prelevigato” e “verniciato” quindi non è necessario far altro che posarlo (tranne si vogliano fare trattamenti particolari di “ceratura” o altro. A differenza del tradizionale “prelevigato e verniciato” questo tipo di parquet è ottimo per le sue doti di stabilità, le variazioni di temperatura ed umidità che provocano movimenti nelle fibre naturali del legno vengono difatti assorbite dai 2 strati (legno nobile + supporto) o 3 strati (legno nobile + supporto + legno nobile) da cui è compostoli parquet. Naturalmente il 3 strati è più stabile del 2 strati e per questo anche molto più costoso.

Vantaggi rispetto al tradizionale Svantaggi rispetto al tradizionale
Maggior velocità di posa e utilizzazione del parquet Minore durata (per il fatto che può essere levigato meno volte, dura comunque dai 30 ai 60 anni)
Economicità della posa (si parte dai 15 €/mq) Minor potere isolante (Con supporto in legno peraltro questo aspetto non incide molto)

Sul mercato si trova essenzialmente parquet “prefinito” che parte da 10 mm ad un prezzo al pubblico sui 35-60 €/mq. Il prezzo del parquet prefinito dipende essenzialmente da quattro fattori:
  1. Essenza
  2. Strato di legno nobile, nel parquet si paga la quantità di legno impiegato, nel “parquet prefinto” lo spessore và dai 2,5mm fino ai 5-6mm
  3. Scelta, come per il parquet tradizionale è importante sapere che la scelta non riguarda la qualità del materiale ma solo il disegno del legno, la scelta migliore è il “rigatino” contraddistinto da venature del legno quasi parallele tra loro, poi c’è la “prima scelta”, la “seconda scelta” e il “nodino”, la differenza è il numero di nodi presenti per mq e il fatto che le striature siano più o meno parallele. per vedere delle immagini sui diversi tipi di scelta potete andare alla pagina di dettaglio delle scelte del parquet
  4. Lunghezza del listello, si va dai 220mm fino ai maxi listoni di oltre 2000mm, carissimi)Parquet impellicciato o stratificatoHa uno strato di legno molto sottile (in genere di 1mm), visivamente l’effetto è uguale al parquet prefinto, per riconoscerlo bisogna guardandolo lateralmente misurandone lo strato di legno, le differenze sono soprattutto il prezzo, il minor potere isolante e la minore durata (in generagli impellicciati non possono essere levigati) anche se con supporti particolari (HDF) e speciali verniciature possono arrivare anche a superare la durata di un prefinto classico.

Parquet Laminato: lo strato superiore è in plastica colorata, vengono utilizzati soprattutto in ambienti di grande passaggio (sono praticamente idistruttibili), si stanno diffondendo sempre più data la loro economicità e la grande varietà di colorazioni/riproduzioni del legno. Ne esistono di bassa e di alta gamma, (per quelli “usa e getta” si parte al pubblico dai 10 €/mq), quelli di alta gamma danno riproduzioni fedelissime del legno, supporti insonorizzanti per evitare il rumore quando ci si cammina, alti poteri isolanti termici oltre che acustici, bisellature per riprodurre la struttura del parquet massello.

Un parquet tradizionale particolare: Il parquet Industriale
Un tipo particolare di parquet è quello chiamato "industriale": si tratta di un pavimento estremamente robusto adatto ad ambienti soggetti a traffico intenso ma ora molto usato anche per abitazioni dato il suo particolare aspetto estetico. Questi parquets sono formati da tanti listelli di piccole dimensioni assemblati fra loro e compattati in blocchetti a forma di parallelepipedo che diventano veri e propri moduli per l’esecuzione della pavimentazione. Con la disposizione di questi moduli ed anche con l’inserimento nelle fughe di un listellino in legno di diverso colore si possono creare giochi estetici molto piacevoli che danno un tocco di originalità alla pavimentazione. Al momento si stanno diffondendo soprattutto grazie agli studi di architettura che cercano sempre più originalità nelle soluzioni d’arredo. Può essere abbinato perfettamente sia allo stile old-country che ultra-moderno (parquet wengè scuro ed elementi d’arredo cromati).
2. La scelta dell’essenza
  • Le varietà
  • Alcuni consigli
La scelta di una specie legnosa è dettata dal gusto personale, ma occorre considerare la funzione del locale in cui si posa il parquet. Nel bagno o in cucina, dove vi è molta umidità il parquet non può andare posato flottante ma solo incollato. Legni adatti sono il Merbau, il doussiè africa, il rovere , il Teak e l'iroko, usati anche per i bordi delle piscine e per i mobili da giardino, perché sono dei legni che non si modificano per il caldo o l'umidità. In cucina si può anche utilizzare un legno più duro, come il Padouk. In piccoli ambienti è preferibile usare formati piccoli perché la superficie calpestabile è ridotta e il disegno non si vede. In ogni caso è importante la verniciatura del parquet, se la vernice è fatta a regola d’arte e chiude tutti i pori del legno può utilizzarsi qualsiasi essenza per qualsiasi ambiente. Solitamente, poi, non si cambia il tipo di posa e la specie legnosa tra la zona giorno e la zona notte.

Le varietà Il parquet offre un'infinita varietà di toni, che vanno dal chiarissimo acero d'ispirazione nordica allo scuro wengè o merbau, decisamente di tendenza. Le varianti cromatiche vengono poi ampliate dal gioco delle venature, molto evidente per esempio nell'olivo. Al momento della scelta, oltre a variabili soggettive come il colore, il formato e il disegno di posa, è bene valutare anche caratteristiche tecniche come la stabilità e la durezza, nelle quali eccellono rovere, iroko, cabreuva, doussiè, merbau, teak e afrormosia.

Alcuni consigli
  • Al momento di decidere l'essenza è bene ricordare che il legno, a contatto con la luce, si ossida e cambia colore; in genere tende a diventare più scuro, ma nel caso del teak schiarisce.
  • Negli ambienti poco luminosi sono preferibili le essenze chiare.
  • Se l'abitazione è provvista di riscaldamento a pavimento, meglio scegliere il prefinito per il basso spessore e le doti di stabilità: caratteristiche che ne permettono la posa su ogni sottofondo.
  • Doussie, Iroko, Merbau, Teak Asia sono specie legnose più idonee per l'utilizzo anche in bagni, cucine e in presenza di riscaldamento a pavimento. Una buona verniciatura o più mani della stessa permettono tuttavia di scegliere tutte le essenze.
  • Cabreuva, Mutenye, Olivo sono legni che maggiormente evidenziano i cromatismi naturali del legno.
  • Eventuali macchie di colore create dalla presenza di tappeti ed altri oggetti, tendono a scomparire quando il pavimento viene esposto a luce ed aria.
  • Se sul legno tradizionale sono presenti infiltrazioni di silice (macchie bianche) esse scompaiono con una vernice all’acqua, la loro presenza in maggiore o minore quantità dipende dal tipo di essenza (il doussie africa spesso ne abbonda).
  • Durante l’ossidazione del Doussiè, possono accentuarsi, anche marcatamente, differenze cromatiche tra i singoli elementi.
  •  Il Teak, al momento della posa, si presenta con forti stonalizzazioni nerastre che, con l'ossidazione, tendono a scomparire.
  •  In alcuni legni (Iroko, Doussiè, Merbau, Panga-Panga, Wengè) possono essere presenti altre micro-concrezioni minerali di colorazione variabile dal biancastro al giallo limone.
3. Tradizionale o Prefinito Tra un parquet tradizionale e uno prefinito il risultato estetico è pressoché lo stesso e la differenza non è visibile. Ci sono, tuttavia, alcuni diverse modalità di posa che fanno scegliere un tipo piuttosto che un altro in base alle necessità e ai tempi a disposizione.

Gli elementi prefiniti, per esempio, sono da preferire quando l'urgenza non consente il rispetto di tempi lunghi, oppure quando, in una casa ristrutturata, viene messo in opera su un pavimento preesistente. Se non si vogliono segare troppo le porte meglio utilizzare degli spessori da 10mm (si trovano anche nei prefinti di ultima generazione).
Il pavimento in legno massiccio richiede tempi più lunghi per posa e finitura: fino a 45 giorni in base al tipo di posa.

Le essenze più richieste sono quelle tropicali (iroko, lapacho, teak, doussiè, ipè, padouk, wengè) perché si trovano in un'ampia scelta di colori e tonalità con molteplici possibilità di abbinamento. Inoltre possiedono mediamente un maggiore grado di durezza di quelle europee (acero, noce, frassino, robinia, larice, rovere, ulivo). Il prefinito è senz'altro preferibile quando si vuole rifare il pavimento senza spostarsi da casa, evitando il disagio di un cantiere e il trasloco dei mobili: veloce e facile da posare, è calpestabile dopo un giorno dall'incollaggio dato che si evitano lamatura e verniciatura in opera.
Rispetto al parquet massiccio, questo tipo di parquet è più costoso a causa della tecnologia con la quale viene realizzato.
Permette però l'utilizzo di formati più grandi e si può impiegare senza problemi anche in bagno e in cucina.
4. Flottante o Incollato La posa flottante è un particolare metodo di posa del parquet che permette un eventuale riutilizzo dei listelli in altri ambienti, in quanto non prevede l'utilizzo di colla per il fissaggio. I listelli di parquet vengono infatti incastrati con una combinazione classica di 'maschio-femmina' di cui tantissime sono le variazione ed i brevetti con cui le diverse case produttrici chiamano il tipo di incastro. Lo strato di parquet va comunque isolato dalla base del pavimento oltre che con un tappetino (in genere 2mm) anche con un foglio di nylon e una guaina bituminosa, oppure con una lastra di polietilene espanso a cellule chiuse.
Questi rivestimenti aiutano a limitare la risalita di umidità, attenuano i rumori dei calpestii, e minimizzano i difetti di posa. Tra i vantaggi di questa montatura, oltre alla possibilità di recuperare i listelli di legno per un futuro pavimento in un altro locale si apprezza la velocità di montaggio che non soffre delle lunghe settimane di attesa per l'asciugatura della colla. Il flottante viene applicato solo ai parquet prefinti, per il tradizionale,tranne che lo si lasci “a vista” (senza verniciatura) è impossibile una posa flottante.

La posa con colla è indicata soprattutto per il parquet classico in legno massello o i prefinti da 10mm. Su una base ben asciutta e livellata si passa uno strato di colla dove poi si appoggeranno i listelli. Per incastrare al meglio i listoni si batte con un martello appoggiando un pezzo di legno sui listelli da fissare. Questa operazione è estremamente delicata perchè ogni calpestio del pavimento non ancor asciutta può rovinare il perfetto livellamento del legno. La colla può essere di base poliuretanica o di base d'acqua. Questo tipo di posa assicura un effetto compatto del pavimento, senza lasciare fessure. Tra gli svantaggi risulta essere sensibile all'umidità.La posa chiodata viene effettuata per i parquet tradizionali spessi 22mm
5. Il battiscopa Esistono in commercio svariati tipi di battiscopa adatti ad ogni ambiente.Una prima distinzione si può fare sul materiale in cui sono fatti. I più utilizzati sono quelli in legno, in special modo ramino, tinto in varie tonalità che di solito vanno abbinate al colore degli infissi (porte e/o finestre). Per ambienti più "rustici" quali tavernette, mansarde, case di montagna ecc. si utilizza il pino, lucidato naturale, miele o noce.Per "riprendere" essenze più pregiate evitando di optare per aste in massello (che tra l'altro dubito si trovino correntemente in commercio) esiste il battiscopa impiallacciato. Da diverso tempo si usa per i battiscopa laccati (non sempre) il medium density (MDF). Questo materiale, costituito da un impasto di scarti di legno, ma molto più compatto del truciolare, presenta una notevole resistenza e una superficie molto liscia adatta perciò ad essere laccata. Prodotti con lo stesso materiale, si possono trovare battiscopa rivestiti in pvc. Alcune case producono dei materiali esteticamente molto simili al legno, ma di questo non si tratta e sono più prodotti più confacenti a locali pubblici affollati dove la robustezza e la lavabilità sormontano l'estetica anche se, indubbiamente, il basso prezzo attira. Ci sono anche battiscopa in puro pvc e addirittura adesivi, ma si scarsa qualità. Altra distinzione si fa in base alla forma. La principale è tra battiscopa liscio o con piedino. Oltre all'estetica, il piedino è utile a coprire eventuali imperfezioni nel rivestimento. I due tipi si dividono a loro volta per spessori e altezze diverse soprattutto per ragioni di gusto estetico. Solitamente si trovano in commercio battiscopa non più spessi di 14 mm e non più alti di 10 cm. Può capitare di gradire un battiscopa più alto o più spesso, a volte può risultare addirittura necessario (per coprire ad esempio evidenti imperfezioni nel rivestimento).
6. Come e dove acquistare il parquet Se avete deciso di mettere il parquet nella vostra abitazione non vi rimane cercare quello che, a pari caratteristiche, costi meno. Il nostro consiglio è quello di leggere attentamente la prima parte di questa guida per conoscere quali sono le caratteristiche che influenzano il prezzo, troppo spesso ci si accorge solo dopo che si è acquistato un “impellicciato” invece che un prefinto. Sul mercato i punti vendita come le offerte sono veramente tante, quasi infinite, muoversi in questa giungla non è semplice ma neanche impossibile, ecco i passi che ci sentiamo di consigliarvi: recatevi in un grande centro distribuzione specializzato in materiali per edilizia e giardinaggio (in genere li trovate nei centri commerciali poco fuori dal centro cittadino) e cominciate a scegliere l’essenza che vi piace. E’ importante che annotiate le seguenti caratteristiche (non tutte sono messe in evidenza):
  • Tipo di parquet: tradizionale, prefinto, impellicciato o laminato?
  • Denominazione esatta dell’essenza: una “cabreuva dorada” è diversa da  una “cabreuva incenso”
  • Formato dei listelli (spessore, larghezza e altezza)
  • per i parquet prefinti: spessore del legno nobile
  • Prezzo finale (comprensivo di iva? Di trasporto?)
  • Disponibilità (il parquet è già a magazzino? Quali sono i tempi di consegna?)
In genere i grandi centri di distribuzione hanno i prezzi “più bassi” ma avendo anche una vastissima gamma di prodotti bisogna anche sapere “cosa” si sta comprando e spesso in questo può invece guidarvi meglio il semplice rivenditore sotto casa. Una volta individuato il tipo di prodotto ricordatevi di fare un giro sul ns sito alla pagina dedicata ai parquet, può darsi che per il parquet che avete scelto ci sia una giacenza disponibile.
7. L’acquisto e la posa
  • I tipi di posa
Nell’acquisto, calcolare un 10% circa di materiale in più, per compensare lo sfrido (il materiale di scarto), maggiore dovrà essere in catodi ambienti molto articolati e piccoli, minore per stanze regolari di grandi dimensioni. Lasciare il materiale (senza toglierlo dalle confezioni) per almeno 24 ore ad ‘ambientarsi’ nel locale in cui andrà posato. Accertarsi che il supporto, oltre che piano e pulito, sia anche realmente asciutto (soprattutto se il sottofondo è in argilla espansa può sembrare asciutto ma in realtà non esserlo). Il telo di polietilene isolante può essere vantaggiosamente sostituito dal sughero: si spenderà qualcosa di più ma si avranno prestazioni decisamente superiori in fatto di isolamento termico e acustico. Nel posare il parquet è meglio lasciare uno spazio di 7/8 millimetri tra il parquet e le pareti per prevenire le  eventuali dilatazioni del legno. Sarà il battiscopa a nascondere la fessura. Il sottofondo di posa deve essere completamente asciutto per non compromettere l'azione degli adesivi e non alterare le dimensioni dei listelli. Per l'incollaggio su fondi non assorbenti è meglio utilizzare colle bicomponenti, che non cedono umidità al legno. Evitare di incollare il parquet quando la temperatura ambiente supera i 20 gradi. La posa del parquet va iniziata dalla parete più diritta. Su quella opposta si procede agli eventuali aggiustamenti. Nella posa a correre, i listelli vanno messi perpendicolarmente alla parete illuminata per ridurre la vista dei giunti. La posa del parquet può essere effettuata in vari modi: galleggiante o flottante, incollata, a tolda di nave, a mosaico, con finitura a fascia e bindello, a cassero regolare e a spina di pesce.

I tipi di posa

Posa galleggiante o flottante i vari elementi vengono posati su di un piano livellato e su un sottile strato di materiale isolante acustico, incollando gli incastri perimetrali con colla vinilica. Il materiale fonoassorbente crea un contatto uniforme tra parquet galleggiante e piano di posa ed impedisce la formazione di zone a diversa sonorità. Questo tipo di posa è usato di solito per il listone prefinito.
Posa incollata può essere usata per il listoncino o listello, il lamparquet, il mosaico, il listone prefinito. Il lamparquet è in legno massiccio ed è spesso 10 mm circa, largo 4-6 cm e lungo 20-30 cm. Dopo la posa deve essere levigato, stuccato e verniciato come il listello, che misura 10, 14, 17 mm di spessore, è largo circa 6-10 cm e lungo 30-60 cm.
Posa inchiodata usata per il listone tradizionale di spessore 22 mm caratterizzato da una lavorazione a maschio e femmina. Gli elementi vengono incastrati tra loro e poi inchiodati. Non può essere posato su un pavimento preesistente e deve essere inchiodato su magatelli di legno immersi in un sottofondo di cemento.
Posa a "tolda di nave" viene definita anche a cassero irregolare a correre. Si compone di elementi che sono sfalsati l'uno rispetto all'altro. Vengono usati legni di lunghezze diverse. Il disegno che ne risulta non è ripetitivo e si adatta ad ambienti moderni. Per ridurre la vista dei giunti, disporre gli elementi i posizione trasversale rispetto alla fonte di luce, partendo dalla porta. Attualmente sono disponibili molti parquet prefinti che la riproducono affiancando 3 listoni di legno sfalsati (dettagli su formato 3 strip)
La posa a mosaico una geometria premontata a quadrotti di 24x24 cm o 30x30 cm, ottenuti accostando 5-6 lamelle in verticale e 5-6 lamelle in orizzontale. La lamella è il formato più piccolo e nel mosaico viene fatta con scarti di legno povero, posati a incollaggio. E' usata soprattutto per i pavimenti delle camere da letto. Un disegno simile al mosaico può essere ottenuto con una geometria di posa con elementi a forma di quadro.
La finitura a fascia e bindello e' realizzata partendo dal centro e creando una specie di tappeto, cioè un campo squadrato con geometria a piacere. Si posa una cornice lungo il muro fatta di elementi paralleli l'uno all'altro, cioè il bindello, e una fascia lungo il perimetro della zona centrale. E' usata in stanze con pareti irregolari.
La posa a cassero regolare e a spina di pesce Hanno elementi sfalsati l'uno rispetto all'altro, ma in posizione regolare. Sono adatte a case d'epoca con locali irregolari: la posa a spina di pesce tende a restringere visivamente i locali.


Cosa occorre per una corretta posa
Questi sono gli elementi essenziali per una posa "fai da te" del parquet prefinito:
- Elementi prefiniti del parquet
- Isolante acustico in fogli (polietilene o sughero)
- Colla vinilica
- Un martello
- Alcuni cunei di legno.
8. I trattamenti e le finiture dopo la posa
  • Finitura del parquet prefinto
  • Finitura del parquet tradizionale

Finitura del parquet prefinito

I parquet prefiniti non necessitano di ulteriori finiture.
La finitura a cera è consigliabile per l'aspetto naturale e perché lascia respirare il legno, ma va ripetuta periodicamente ed è molto delicata.
La verniciatura con prodotti poliuretanici impermeabilizza il legno e semplifica la manutenzione. Si possono usare anche vernici all'acqua, satinate o lucide.

Finitura del parquet tradizionale

Per i parquet tradizionali, dopo l’assestamento definitivo del pavimento, si passa a diverse operazioni successive che riguardano tutte le finiture. I tempi di assestamento variano a seconda delle condizioni ambientali, dei metodi di posa adottati e delle colle usate.

La levigatura: avviene con il supporto di macchine smerigliatrici a carta abrasiva e si sviluppa in tre fasi successive. Dalla sgranatura si passa alla levigatura a grana media per arrivare infine alla carteggiatura (a grana finissima). Dopodichè si dovrà procedere alla stuccatura del parquet, prima di passare alle fasi successive.

La sigillatura è l’operazione di chiusura dei pori, ed è consigliata per tutti i tipi di parquet, in quanto completa la finitura e facilita poi il lavoro di manutenzione. I fondi usati rinforzano le fibre del parquet e lo proteggono dal contatto con l’acqua e con altri liquidi. Dopo la sigillatura è necessaria una finitura superficiale a cera o vernice.

La verniciatura e' il tipo di finitura più frequente. Si esegue a pennello o a rullo, con l’avvertenza di usare sempre materiali e strumenti di qualità, adatti all’uso.

L’inceratura si può fare a caldo o a freddo. Ad ogni buon conto, la finitura a cera del pavimento, peraltro gradevolissima, richiede periodiche lucidature.

In genere vengono date tre mani di vernice e, per ogni mano, prima del passaggio successivo, bisogna aspettare che la vernice sia indurita. Fra i vari tipi di vernice, quella poliuretanica offre la maggiore resistenza all’abrasione, ma oggi sono sempre più usate le vernici "all’acqua" o "ecologiche". Queste sono prive dei solventi tradizionali, non lasciano odori negli ambienti e tutelano meglio la salute degli artigiani applicatori.
9. La manutenzione del parquet
  • La manutenzione ordinaria
  • Tabella indicativa operazioni di manutenzione
  • La manutenzione straordinaria del parquet
La manutenzione di un pavimento in legno, trattato con tre mani di vernice trasparente, è molto facile. Infatti, per pulire, è sufficiente passare leggermente uno straccio appena inumidito su tutta la superficie. Questo lavoro può essere alternato al passaggio di una normale macchina lucidatrice che non ha bisogno di alcun prodotto di lucidatura.
Nei pavimenti di legno ciò che nel tempo deperisce o subisce usura, è la pellicola di vernice trasparente. Nei punti di più intenso calpestio, il pavimento comincia a daresegni di usura dopo 6-8 anni.
A questo punto deve intervenire il parchettista. Se la vernice è ancora in uno stato accettabile, egli si limiterà a carteggiare tutto il pavimento per togliere la patina superficiale logorata per poi stendere una nuova mano (o due) di vernice.
Nel caso invece che l’usura sia molto accentuata, è necessario rilevigare adeguatamente tutto il parquet e poi dare tutte le mani di vernice necessarie. Questa stessa operazione è necessaria per trasformare un parquet trattato a cera in un parquet con vernice trasparente. Con una rilevigatura integrale viene asportato uno spessore minimo di legno di appena 0,2-0,3 millimetri. Il parquet può, quindi, sopportare nel tempo moltissime operazioni di questo genere, senza perdere nessuna delle sue qualità. E ogni volta tornerà come nuovo, come se fosse stato messo in opera da pochi giorni.
Facile è pure la manutenzione dei pavimenti con finitura a cera. Anche in questo caso sono necessarie periodiche lucidature stendendo una nuova mano di cera quando se ne avverte la necessità. Un pavimento di legno è indistruttibile e resiste una vita intera, arredando la casa per generazioni. Il parquet è resistente all'usura, ma deve essere tenuto pulito in considerazione della finitura usata: verniciatura o inceratura. Se è verniciato va trattato con prodotti protettivi a base di resine in dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili: ogni 6 mesi se il pavimento è poco usato, ogni mese nelle zone di maggior calpestio come soggiorni. La vernice poliuretanica ha maggiore resistenza all'abrasione. Se la finitura è a cera vanno effettuati degli interventi di lucidatura con cere liquide, settimanali o mensili. Ogni giorno vanno effettuate le solite pulizie con aspirapolvere o con panni inumiditi in acqua (non calda) e detersivo non schiumoso. In situazioni straordinarie si effettuano la rilamatura che è una rilevigatura integrale che si effettua dopo 10-15 anni. Il parquet in legno massiccio sopporta l'intervento 7-8 volte, quello prefinito 2-3 volte. La stuccatura si esegue con resine e polvere di legno e serve per porre un rimedio alle varie fessurazioni che si sono prodotte col tempo. La carteggiatura si rende sempre necessaria. La riverniciatura e' l'ultima operazione e a volte basta solo questa nei casi di piccoli graffi che non intaccano direttamente il legno.

La manutenzione ordinaria del parquet

Pavimenti verniciati

Per mantenere in buono stato il pavimento di legno si consiglia:
- prevedere all'ingresso dell'abitazione uno zerbino mantenuto pulito, perallontanare dalle suole delle scarpe polvere e particelle abrasive;
- ordinariamente rimuovere la polvere con scopa a frange (mop) o passarel'aspirapolvere;
- abitualmente pulire il pavimento con panno inumidito con acqua e detersivoper pavimenti neutro e non schiumoso;
- trattare il pavimento periodicamente con prodotti protettivi a base di resinein dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili. Per la periodicità vederela tabella sottoriportata.

Pavimenti cerati

Come per i pavimenti verniciati è indispensabile procedere con la spolveratura e la pulizia con il panno inumidito (vedi sopra).
E' poi necessario allontanare striscioni neri dei tacchi delle scarpe e macchie con l'apposito solvente per cera.
Lucidare periodicamente e se necessario passare uno stratomolto sottile di cera liquida prima di rilucidare.

Tabella indicativa operazioni di manutenzione
Pavimento poco usato(camera dal letto) Pavimento mediamente usato(salotto, soggiorno, corridoi) Pavimento molto usato(ingresso, cucina, negozi, uffici)
Spolveraturaquotidianaquotidianaquotidiana
Puliziasettimanalesettimanale/quotidianaquotidiana
Manutenzione (Lucidatura)semestralemensilesettimanale

La manutenzione straordinaria

Il pavimento in legno è resistente all'usura, ma deve essere tenuto pulito in considerazione della finitura usata: verniciatura o inceratura. Se è verniciato va trattato con prodotti protettivi a base di resine in dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili: ogni 6 mesi se il pavimento è poco usato, ogni mese nelle zone di maggior calpestio come soggiorni. La vernice poliuretanica ha maggiore resistenza all'abrasione.

In situazioni straordinarie si effettuano la rilamatura che è una rilevigatura integrale che si effettua dopo 10-15 anni. Il parquet in legno massiccio sopporta l'intervento 7-8 volte, quello prefinito 2-3 volte. La stuccatura si esegue con resine e polvere di legno e serve per porre un rimedio alle varie fessurazioni che si sono prodotte col tempo. La carteggiatura si rende sempre necessaria. La riverniciatura e' l'ultima operazione e a volte basta solo questa nei casi di piccoli graffi che non intaccano direttamente il legno.

Dislaimer: il redattore della presenze guida non si assume la responsabilità di errori nella presente guida sia pure per informazioni date in modo parziale o inesatte.